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23 marzo 2016




E con la primavera arrivano tanti nuovi titoli, da leggere ovunque si vuole!!!!


Petra Hülsmann

Un libraio molto speciale


TI È MAI SUCCESSO DI INNAMORARTI DEL TUO MIGLIORE AMICO?

Lena e Ben sono inseparabili. Lui è quello con cui lei fa grasse risate mangiando schifezze davanti alla tv e che la aiuta a soffiarsi il naso quando tutto va male. Come adesso, quando il suo fidanzato l’ ha mollata e, contestualmente, ha perso il lavoro. In cerca di un modo per sbarcare il lunario dopo l’improvviso licenziamento, Lena non trova di meglio che un posto di commessa in una libreria di libri usati. Peccato che in quella libreria ci sia un problema: il libraio. Il vecchio Otto non solo è bizzoso e disfattista, ma sembra odiare tutto e tutti – i libri, i clienti, e forse il negozio stesso. Al massimo, sopporta i suoi gatti, che ogni tanto si addormentano su questo o quel bestseller. Eppure, pian piano Lena conoscerà meglio il suo strano datore di lavoro, e capirà che a volte dietro le apparenze si nascondono storie che spezzano il cuore. Non solo: mentre si abitua alla nuova vita da single, si ritroverà a cambiare alcune opinioni – sui libri, sugli uomini, e anche su Ben… chi ha detto che dev’essere solo l’amico con cui soffiarsi il naso? Una storia d’amore frizzante e divertente, ma anche piena di saggezza, per tutte le lettrici che amano i libri e… l’amore.

Petra Hülsmann,  classe 1976, è nata in una piccola città della Bassa Sassonia. Dopo aver interrotto gli studi di germanistica, si trasferisce ad Amburgo dove comincia a lavorare presso uno studio di avvocati. Un libraio molto speciale è il suo primo romanzo, diventato un successo del passaparola in Germania, in corso di traduzione in 15 paesi e in testa alle classifiche dello Spiegel. Petra è al lavoro sul secondo romanzo, che sarà di nuovo una commedia romantica.

Brian Freeman

Ai morti non dire addio


«FREEMAN FA VOLARE LE PAGINE»
Jeffery Deaver

«UNA TRAMA PERFETTAMENTE ORCHESTRATA...QUESTO NUOVO THRILLER DI BRIAN FREEMAN STA DAVVERO FUORI DAL MUCCHIO» 
Publishers Weekly

IL NUOVO APPREZZATISSIMO ROMANZO DI UN AUTORE ORAMAI TRA I PIÚ GRANDI DEL THRILLER CONTEMPORANEO

“Dopo la morte di sua moglie Cindy, portata via da una malattia terribile, l’esistenza del detective Jonathan Stride è andata in mille pezzi. E anche se oggi, nove anni dopo, accanto a lui c’è una nuova donna, Serena, il fantasma di Cindy non ha abbandonato la sua casa, e la sua testa. Non è il solo: perché il passato è in agguato in modi ancor più tortuosi e imprevedibili per Stride. Serena, infatti, per caso ritrova una pistola che viene poi identificata come l’arma di un vecchio delitto, avvenuto tempo prima, in una strada della cittadina di Duluth. Ciò che Serena non sa è che quel crimine è strettamente connesso con gli eventi che segnarono l’ultimo anno della vita di Cindy: un omicidio di cui fu incolpata la sua migliore amica, Janine. Fu proprio Stride a condurre l’indagine e incastrare Janine, anche senza l’arma del delitto. Ora, Serena ha in mano l’oggetto che potrebbe ribaltare la sentenza di nove anni prima. E mentre Stride è alle prese con una serie di rapimenti di donne avvenuti al porto di Duluth, si trova costretto a fare i conti di nuovo con quel caso che ritorna dal passato – e con la possibilità di un terribile errore: e se avesse mandato in prigione la donna sbagliata? Con una scrittura incalzante e una trama ricchissima di suspense e colpi di scena, Ai morti non dire addio è il nuovo, apprezzatissimo romanzo di un autore ormai tra i più grandi del thriller contemporaneo. 

BRIAN FREEMAN, è tra i maggiori autori di thriller americani e i suoi romanzi sono pubblicati in quarantasei paesi. Ha esordito con Immoral (Piemme, 2006), che ha vinto il Macavity Award come migliore opera prima. Con Il veleno nel sangue (Piemme, 2013) ha vinto gli International Thriller Awards per il miglior romanzo dell’anno. Tra i suoi più recenti thriller Io sono tornato (Piemme, 2015) e La ragazza di pietra, preceduto dalla short story Polvere alla polvere (Piemme, 2014) – questi ultimi con protagonista il suo personaggio più amato, il detective Jonathan Stride. In Italia, Freeman è stato molto apprezzato da Giorgio Faletti. Vive in Minnesota con la moglie.

~Valeria Montaldi
La Straniera

PERCHÉ UNA DONNA CHE FA UNA SCELTA DI VITA LIBERA E INDIPENDENTE, NEL QUATTROCENTO COME OGGI, VIENE TEMUTA E SPESSO ACCUSATA DI NASCONDERE GRAVI COLPE E SEGRETI?
DUE DONNE. DUE EPOCHE. LO STESSO DESTINO.

1494. Nella vecchia casupola annidata nella boscaglia che sovrasta Machod, vive, sola, Britta da Johannes, una giovane, bellissima donna. Sebbene siano in molti a ricevere beneficio dai suoi rimedi erboristici, Britta suscita paura. La sua solitudine, in realtà, è alleviata dal legame, appassionato e furtivo, con il figlio del castellano: quando un doloroso avvenimento mette fine alla loro storia d’amore, per Britta comincia una terribile discesa all’inferno. Maldicenze e calunnie si accumulano contro di lei, fino ad arrivare alle orecchie dell’inquisitore. Il giudizio finale è inappellabile: Britta è una strega e il suo destino è il rogo.
2014. È un gelido mattino di novembre quando Barbara Pallavicini, studiosa di medievistica, raggiunge le rovine del castello di Saint Jacques aux Bois. Lì troverà l’ultimo tassello della sua ricerca, l’iscrizione lasciata da una donna condannata per stregoneria. Nella penombra del sotterraneo, gli occhi di Barbara incontrano quelli spenti di un cadavere. Atterrita, chiama i carabinieri. Giovanni Randisi, maresciallo del Comando di Aosta, identifica la vittima: è una ragazza del luogo, ossessionata da storie di demoni e malefici. Le indagini, in lotta contro il tempo, diventano ancora più affannose quando si viene a sapere che la migliore amica della vittima è misteriosamente scomparsa. Perché una ragazza dedita all’occulto è stata uccisa fra le stesse mura che cinquecento anni prima avevano imprigionato una strega? E se la soluzione dell’enigma affondasse le sue radici proprio in quel lontano passato?

VALERIA MONTALDI, è nata a Milano, dove ha seguito gli studi classici e si è laureata in Storia della Critica d’Arte. Dopo una ventina d’anni di giornalismo dedicato a luoghi e personaggi dell’arte e del costume milanese, nel 2001 ha esordito nella narrativa con Il mercante di lana (Premio Città di Cuneo, Premio Frignano, Premio Roma), a cui sono seguiti Il signore del falco, Il monaco inglese (finalisti Premio Bancarella), Il manoscritto dell’imperatore (Premio Rhegium Julii), La ribelle (Premio Città di Penne, Premio Lamerica, Prix Fulbert de Chartres), La prigioniera del silenzio. I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Serbia, Ungheria, Brasile.

Anna Chiatto
Ti amo ma niente di serio


METTI DELLO HUMOUR PARTENOPEO, UNISCILO ALL’AUTOIRONIA FEMMINILE, AGGIUNGI UN TOCCO DI NAPOLI, QUALCHE BATTICUORE SENTIMENTALE, UNA SPOLVERATA DI PARANOIE PREMATRIMONIALI. MESCOLA VELOCEMENTE…E AVRAI IL ROMANZO PIU’ DIVERTENTE DELL’ESTATE 2016!  MANEGGIARE CON CURA: L’AUTRICE È UNA VERA WEDDING PLANNER! 

Dal matrimonio medievale a quello vegano, dall’armatura alle slitte trainate da cavalli sulla sabbia, il tutto condito da un’unica, immancabile e falsissima frase: «Vorrei che fosse una cosa semplice». Queste sono le richieste più ricorrenti del lavoro di Emma, wedding planner che non crede nell’amore. Forse perché in passato si è preso gioco di lei più di una volta e l’ha convinta a non cadere mai più nelle sue spire. Decisa a fare carriera, l’unica cosa che conta davvero, ha pensato di trasformare la sua visione cinica e razionale dei sentimenti in un punto di forza e, soprattutto, in una professione. E’ per questo che lavora senza sosta, esaudendo i desideri delle spose con le richieste più svariate. Certo l’apprendistato non è stato facile, alle dipendenze di un pazzo affetto da manie di grandezza che con l’intento di “formarla” le ha fatto pagare bollette, ritirare i vestiti in tintoria, comprare sonniferi nel cuore della notte e assecondare ogni bisogno di Fru e Fru, i suoi deliziosi chihuahua. Ma ora che Emma si è messa in proprio, il sogno sembra quasi divenuto realtà. Emma, però, non ha calcolato che nella sua vita apparentemente perfetta e priva di coinvolgimenti emotivi possa arrivare un uomo misterioso e irresistibile, capace di far desistere il suo fervente credo anti-amore. E forse, per una volta, sarà lei a dover dire qualche sì.

ANNA CHIATTO, femmina, napoletana e del cancro. In altre parole un uragano potrebbe prendere il suo nome. Dice che esistono gli scrittori e quelli che raccontano storie. Lei ha sempre una storia da raccontare. Lascia il suo paesino in provincia di Napoli ad appena diciotto anni e gira il mondo. Oggi vive a Roma, l’unica città capace di adottarla. Dice sempre quello che pensa. E poi lo scrive nel suo blog Tutti lo pensano ma io lo dico. Le cose di cui non riesce a fare a meno sono tre: la sua nonna, i grassi saturi, viaggiare. Organizzatrice di eventi e wedding planner, con un trascorso nel meraviglioso mondo dell’editoria. Ti amo ma niente di serio è il suo primo romanzo.

Maria Rita Parsi
I maschi sono così

Livia ha un marito amorevole e premuroso che, però, ha un debole per le prostitute.  Elda si mette in storie sbagliate per sottrarsi a un padre iperpossessivo che le ha reso la vita un inferno. Francesca viene abbandonata dal fidanzato che le preferisce una donna molto più vecchia e benestante di lei. Alexis scopre di essere stata solo la donna dello schermo per suo marito, omosessuale nascosto. Penelope, invece, dopo aver accettato per anni i tradimenti del coniuge e averlo accolto a ogni suo ritorno, decide di andarsene e non tornare più indietro. Spesso le donne scoprono sulla loro pelle una verità difficile riguardo agli uomini della loro vita. I maschi non sono forti e sicuri di sé come vogliono far credere. Sono fragili, spaesati e a volte impauriti dal dover recitare il ruolo che le donne e la società si aspettano da loro. Però non sanno di esserlo, o non vogliono accettarlo, e camuffano con la fuga, l’inganno, il tradimento, l’arroganza, la prevaricazione, in certi casi con la violenza, quel senso di fragilità. Da qui si generano le incomprensioni, le distanze, gli equivoci tra i sessi, in un gioco di ripicche e accuse da cui nemmeno le donne sono immuni. Eppure trovare un modo di comunicare è possibile. Uomini e donne possono aiutarsi a comprendere i propri limiti e a superarli, a fare della fragilità una forza e un punto di partenza per relazioni ricche, equilibrate e libere da manipolazioni, rivendicazioni e sotterfugi.  Attingendo alla sua lunga esperienza, la nota psicologa Maria Rita Parsi aiuta a riconoscere la fragilità maschile e le sue manifestazioni e, attraverso le testimonianze di donne e uomini che a lei si sono raccontati, offre spunti per una nuova e positiva dinamica delle relazioni.

UN LIBRO FONDAMENTALE PER CAPIRE  COSA STA ALLA BASE DEI COMPORTAMENTI MASCHILI  NEI CONFRONTI DELLE DONNE E DEI CORPI DELLE DONNE,  PER SUPERARE I CONFLITTI DI GENERE  E IMPARARE A COMUNICAR E A CONVIVERE SENZA PAURA, VIOLENZA E PREGIUDIZI.  IN PIENA PARITÀ.

MARIA RITA PARSI, psicopedagogista, psicoterapeuta, docente, saggista, scrittrice, editorialista, svolge da anni un’intensa attività didattica e di formazione presso università, istituti specializzati, associazioni private. Membro del Comitato ONU per i diritti dei fanciulli e delle fanciulle, ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino ONLUS, per la tutela giuridica e sociale dei minori, per la diffusione dei loro diritti, per la formazione dei formatori e per l’ascolto, l’aiuto e l’assistenza ai minori e alle loro famiglie, in Italia e all’estero. Ha fondato e dirige il “Corso di specializzazione in psicoterapia umanistica ad orientamento bioenergetico”. Collabora a molti quotidiani e periodici con rubriche settimanali. Al suo attivo più di cinquanta pubblicazioni tra cui L’amore dannoso, Manuale anti-ansia per genitori, Fragile come un maschio, Single per sempre, Alle spalle della luna, Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficato, La felicità è contagiosa, Doni, Maladolescenza, Le parole dei bambini.

Vittorino Andreoli
Tredici Gesù


VITTORINO ANDREOLI, è nato a Verona nel 1940, è psichiatra di fama internazionale, editorialista e scrittore. Ha firmato una lunga serie di bestseller e longseller, tradotti in varie lingue. Per Piemme ha pubblicato Preti. Viaggio fra gli uomini del sacro, Preti di carta e il bestseller Il Gesù di tutti.

Vittorino Andreoli torna su una delle figure che più lo ha affascinato, influenzando il suo lavoro di studioso e di scrittore: Gesù. Un personaggio che fa tremare le vene ai polsi, sostiene lo psichiatra, non solo perché ci interroga da più di duemila anni, ma perché ancora nella modernità non ha smesso di sollecitare la mente di grandi studiosi e letterati.Ecco allora questo viaggio alla scoperta di quelle “Vite di Gesù” che sono state considerate capolavori della letteratura storica e religiosa di “grandi” autori del Novecento: da Giovanni Papini a Ida Magli, da Albert Schweitzer a Mohandas Gandhi, da Jean Guitton a Jacques Maritain, solo per citarne alcuni. Con una piccola eccezione alla rigidità cronologica, si parte dalla “Vita” scritta da Hegel all’inizio dell’Ottocento per arrivare a quella di Ratzinger degli inizi del nostro secolo. C’è poi una conclusione, inaspettata, sul “Gesù di carne” di papa Francesco. L’intento non è certo quello di comporre una sintesi di ciascuna opera, quanto di rilevare i tratti salienti di ogni raffigurazione letteraria, per ricomporli in un unico grande ritratto di Gesù, che si staglia sorprendentemente nitido per contemporaneità e originalità. Pagina dopo pagina, Andreoli ci regala un affascinante “Gesù di oggi”, ricostruendo una vicenda che si crede, non sempre a ragione, di conoscere. E sintetizza con grande perspicacia decenni di discussioni, storiche e teologiche, che ancora animano i dibattiti degli inizi del nuovo millennio, lasciando aperte domande, ma fornendo insieme nuovi e inattesi punti fermi da cui, ancora una volta, ripartire.

Farida
La schiava bambina dell'Isis

Farida vive in un villaggio sulle montagne irachene. C’è una bella casa con un giardino ricco di alberi da frutto, ha una famiglia amorevole e a scuola la chiamano la “calcolatrice” perché è brava in matematica. È yazida, non musulmana, ma questo per molto tempo non sembra creare problemi. Il suo mondo crolla in un giorno di agosto, del 2014, quando il villaggio viene attaccato dai guerriglieri dell’Isis. Tutti gli uomini, tra cui il padre e i fratelli di Farida, vengono uccisi e le donne fatte prigioniere e portate via. Per loro inizia un lungo incubo senza fine. I rapitori le considerano come capi di bestiame da vendere al mercato delle schiave. Non c’è limite alle atrocità a cui Farida assiste e alle violenze che le vengono inflitte, tanto da indurla a pensare al suicidio. Ma poi decide di reagire e di combattere. Di non lasciarsi sopraffare, e di rendere la vita difficile ai suoi rapitori. Morde, scalcia, si dibatte, li accusa di andare contro la loro religione, si fa la fama di osso duro. Sempre allerta, mese dopo mese, in attesa del momento giusto per mettersi in salvo. La storia di una ragazza coraggiosa che ha squarciato il velo sulla barbarie, sull’ignoranza e sulla depravazione di cui è fatto l’esercito che minaccia il mondo intero usurpando il nome di una religione.

Dopo un viaggio di quasi dieci ore, ci fermammo davanti a un edificio basso e lungo. Ci fecero entrare e ci chiusero dentro. C’erano altre ragazze. Una di loro mi disse: «Questa non è una prigione permanente. Continuano a portar via ragazze.» «Chi le porta via? E dove?» «Quelli dell’Isis. Vengono ogni giorno.» «Ci vendono» intervenne un’altra.
Dunque era vero. Quello era il mercato delle schiave di Raqqa…

FARIDA, irachena yazida, era ancora una ragazza quando l’Isis ha devastato il suo villaggio e catturato le donne. Lei è rimasta diversi mesi nelle mani dell’Isis, prima di riuscire a fuggire. Oggi vive in Germania. Questa è la sua storia.

Andrea C. Hoffmann, nata nel 1973, è una scrittrice e giornalista tedesca. Ha collaborato con importanti giornali come Zeit, Berliner Zeitung, Focus, e realizzato reportage dai punti più caldi del mondo, come Afghanistan, Iraq, Libano, Siria. La schiava bambina dell’Isis è stato venduto in 15 paesi.

Jeanne Marie Laskas

Zona d'ombra


Mike Iron Webster è stato uno dei più grandi giocatori di football americani, una leggenda da Hall of Fame. Ed ora, a soli 50 anni, si trova sul tavolo delle autopsie del giovane patologo forense Bennet Omalu. Bennet vuole capire cosa ha portato così velocemente un campione di quel calibro alla demenza, e poi alla morte. Ancora non sa che ciò che scoprirà cambierà la sua vita e quella dello sport americano. La malattia mentale di Webster non è frutto del caso, ma è stata causata dai ripetuti colpi alla testa presi in gioco, equivalenti a 25.000 trauma cranici. La malattia si chiama Encefalopatia traumatica cronica e presto altri giocatori ne presentano i sintomi. Ma per la NFL, la National Football League, una delle corporazioni più potenti d’America, la salute dei giocatori è molto meno importante della verità. Per il sistema, Omalu diventa un nemico, e se non vuole finire schiacciato, può fare solo una cosa: sfidare Golia. Una storia vera che è anche un coinvolgente medical thriller e insieme l’avvincente ritratto di un giovane medico a cui nessuno voleva credere.

“UN COINVOLGENTE MEDICAL THRILLER E INSIEME L’AVVINCENTE RITRATTO DI UN GIOVANE MEDICO A CUI NESSUNO VOLEVA CREDERE… UNA LETTURA MERAVIGLIOSA E INDISPENSABILE.”
 Rebecca Sklott, autrice de La vita immortale di Henrietta Lacks

JEANNE MARIE LASKAS, nata nel 1958, è scrittrice e docente di scrittura creativa all’università di Pittsburgh. Ha collaborato con Esquire e per quindici anni con il Washington Post Magazine e il New York Times Magazine. Attualmente è corrispondente di GQ, testata per la quale nel 2009 ha scritto l’articolo che ha ispirato il film Zona d’ombra. E’ autrice di sette libri, di cui molti premiati, tra cui Zona d’ombra.​

Giulietto Chiesa
PUTINFOBIA

E SE PUTIN FOSSE LA SALVEZZA DELL'OCCIDENTE?

Ormai è chiaro: la crisi in cui l’Occidente si sta dibattendo non assomiglia a nulla di conosciuto. È una crisi di valori, di democrazia, economica, finanziaria, ambientale, politica senza precedenti. Tutti i riferimenti stanno crollando, la leadership USA non è più invincibile, e anzi mostra la guardia. E quando il potere si sente debole, cerca un nemico da additare. Qualcuno su cui scaricare responsabilità e colpe, qualcuno di cui avere paura. Tutto pur di non ammettere la verità, cioè che le risorse stanno finendo e il sistema sta viaggiando a marce forzate verso il collasso. La Russia è quel nemico. Lo è stato in passato, e oggi quell’ossessione ritorna in versione aggiornata. La Russia e il suo uomo forte Vladimir Putin sono il nuovo “nemico numero 1”. Rispolverando gli slogan della Guerra Fredda, sono tornati a essere l’Impero del Male e Putin è un mostro da dare in pasto alle masse, opportunamente dipinto come tiranno psicopatico, responsabile di stragi o cinico tessitore di trame imperialiste. La guerra in Ucraina, le sanzioni economiche, persino la negazione del ruolo russo nella sconfitta del nazismo, tutto spinge in quella direzione. Ma è davvero così, o la “Putinfobia” spacciata da molti media è solo un grande specchio su cui l’Occidente riflette le proprie mancanze e i propri guai? Le cose stanno cambiando. Il risoluto intervento della Russia contro i terroristi dell’ISIS, l’azione di smascheramento delle ambiguità di Turchia e Arabia Saudita, hanno lasciato di sasso le diplomazie occidentali e gettato nel panico la propaganda russofobica. Lentamente si comincia a intravedere un’altra verità: la Russia di Putin, fenice risorta dalle proprie ceneri, può essere la sola superpotenza in grado di far deviare il treno lanciato verso la catastrofe. 

GIULIETTO CHIESA, è uno dei più noti giornalisti italiani. È stato corrispondente da Mosca per vent’anni per L’Unità e La Stampa. Ha collaborato con tutti i principali canali televisivi italiani, dal TG5 al TG1 al TG3. È commentatore per le più importanti emittenti tv russe. È l’unico giornalista italiano a essere più volte citato nell’autobiografia di Mikhail Gorbaciov, che ha più volte intervistato. Tiene un blog per Il Fatto Quotidiano. Scrive per il sito megachip.globalist.it. È fondatore e direttore della web tv Pandoratv.it. Esperto di politica internazionale, studioso della comunicazione, ha fondato il movimento politico-culturale Alternativa. Tra i suoi titoli ricordiamo La guerra infinita, Superclan (con Marcello Villari), Barack Obush (con Pino Cabras) e, per Piemme, il bestseller Zero, Invece della catastrofe, È arrivata la bufera. Questo suo nuovo libro esce in contemporanea anche in Francia, dove l’autore è stato invitato come ospite al Salone del Libro di Parigi, e in Russia. 



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