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22 marzo 2016
Il libro di cui vi parlo oggi è il romanzo scelto da me per la #EnchantedGDL, ovvero per la lettura di gruppo.. alla fine verranno inseriti tutti i commenti delle persone che hanno deciso di partecipare a questa meravigliosa iniziativa.

La gente accusa noi gatti di essere egocentrici ed egoisti,
ma spesso le cose stanno in tutt'altro modo.
Ero un gatto desideroso di aiutare chi ne aveva bisogno.
D'indole gentile e amorevole,
ero impegnato nella nuova, specialissima missione:
prendermi cura delle persone.


Come ogni gatto, Alfie adora passare le sue giornate sonnecchiando sul divano davanti al camino. Un po' di carezze, un po' di fusa rumorose, ed è felice. Ma all'improvviso è costretto a lasciare la casa in cui è cresciuto, e si ritrova solo e sperduto per le strade di Londra. Tutto cambia quando arriva in Edgar Road, una via piena di verde e di bellissime villette a schiera. Alfie capisce subito che solamente lì può sentirsi di nuovo a casa. Solamente lì può trovare una nuova famiglia. Eppure gli abitanti del quartiere non sono pronti ad accoglierlo. Concentrati sui loro problemi, non hanno tempo per occuparsi di lui. Fino a quando scoprono che non è un gatto come gli altri. Ha un dono speciale: è capace di riconoscere i desideri più nascosti. Alfie sa bene che Claire è ancora in cerca di amore dopo essere stata lasciata dal fidanzato; che Jonathan, cinico e disincantato, in realtà si sente troppo solo, e che Polly vorrebbe solo qualcuno in grado di proteggerla. Giorno dopo giorno, si accorgono di quanto abbiano bisogno di lui. Il loro nuovo amico è pronto ad aiutarli, a provare a cambiare le loro vite, a riaccendere le loro speranze. Perché Alfie è in grado di aggiustare quello che il destino a volte ha rotto e ad ascoltare la melodia silenziosa dei loro cuori. Un romanzo che è un caso editoriale unico. Con 100.000 copie vendute in un mese è salito in vetta alle classifiche inglesi. Adorato dai librai indipendenti, Il gatto che aggiustava i cuori ha acceso tra i lettori un inarrestabile passaparola. Un protagonista dolce e buffo come il gatto Alfie, e la sua capacità di aiutare le persone a ritrovare sé stesse. Un libro che regala felicità, e insegna che c'è sempre una sorpresa in arrivo.


“Ero quel che si dice un gatto da divano. Non sentivo il bisogno di star fuori tutta la notte a cacciare, gironzolare e socializzare quando avevo un posto caldo in cui coccolarmi, cibo e comodità. Inoltre ero in compagnia; avevo una famiglia.”
A parlare è Alfie, il protagonista della storia, un gatto d’appartamento, l’amico della sua adorata umana Margaret e di Agnes, una micia più anziana di lui, ma che per il periodo passato assieme, dopo un primo momento d’accettazione, era stata una mamma, una consigliera, un’amica… però si sa, tutto inizia e tutto finisce, così come la vita stessa; giunse pertanto il giorno che l’anziana Margaret volò in cielo… la separazione aveva stremato il piccolo, portandolo a gnaulare talmente forte da perdere la voce e le forze. Come in tutti i casi di morte di un’anziana signora sola, giunsero ben presto i figli, il cui unico problema fu sbarazzarsi della roba che vi era in casa e mettere in vendita la casa stessa, in questo scenario Alfie risultava essere un protagonista scomodo, l’unica soluzione? Il Gattile!
Alfie non era di certo consenziente a questa scelta e l’unica luce che vide in fondo a quel buio tunnel che gli si era parato d’avanti, fu una decisione tanto coraggiosa quanto incosciente: scappare di casa.
Ma riuscite ad immaginare “un gatto da divano” che gironzola per le pericolose vie dei quartieri londinesi? Beh, Alfie con tutto il coraggio che aveva, accompagnato dalle parole che Margaret e Agnes gli sussurravano nel cuore, parte alla scoperta di una nuova vita, che  mai avrebbe immaginato di dover vivere, conosce la solitudine, il freddo, gli scherni di umani e pelosi, ma più di ogni altra cosa, la FAME… Alfie infatti non sa affatto cacciare, del resto non aveva mai dovuto procacciarsi il cibo da solo, non sa come nascondersi, come avvicinarsi alla preda, né tantomeno come farla diventare cibo, eppure in qualche modo ci riesce, riesce a trovare il cibo sufficiente per stare su quelle quattro zampe diventate ormai troppo fragili…. Fin quando una sera, stremato dalla fame e morto di freddo un gatto salta fuori dal buio della notte, giusto in tempo prima di ricevere l’attacco sferrato contro di lui da un gruppo di ubriachi, è così che conosce il suo primo amichetto, BOTTONE (nome insolito lo so), il quale molto gentilmente o ospita per una notte in casa sua approfittando dell’assenza dei proprietari.
Il mattino seguente però Alfie dovette abbandonare quell’appartamento così come aveva promesso al suo amico, ma questa volta nel suo bagaglio aveva qualcosa in più, il nome di una via, e precisamente Edgar Road.
Si affrettò a raggiungere il luogo indicatogli da un amico e, seppure una volta raggiunta dovette stare attento dalle macchine che sfrecciavano sulla strada, dai cani che non erano affatto amichevoli e dai continui “NO” ricevuti dagli abitanti di quel quartiere, qualcosa in cuor suo gli diceva che quello era il posto giusto. Intanto aveva stretto amicizia con una micia Tigre, la quale gli spiegò che avrebbe dovuto avere un po’ di pazienza, attendere che le case con i cartelli fossero abitate.
Qualche tempo dopo il miracolo avvenne, la prima persone che conobbe e che o accettò fu una giovane donna di nome Claire, il cui passato, ebbe modo di capire Alfie dopo un po’ di convivenza non era stato affatto roseo… a lei seguì Jonathan, e ancora Polly, Matt e il loro piccolo, ed una famiglia polacca trasferitasi a Londra da poco tempo.
Tutte queste persone erano accomunate da un forte senso di solitudine e da un’aurea di tristezza, ma Alfie con il suo savoir faire cercherà di sistemare tutto, anche se il prezzo da pagare a volte può essere tanto, troppo alto!

Un libro che ho amato dalla copertina, una storia che scalda il cuore, e che entra nel lettore in punta di piedi scuotendo gli animi. Una storia che fa riflettere su come i legami umani spesso sono labili, a volte sbagliati, altre volte invece sono così saldamente costruiti da permettere di superare tutto ciò che ci peggio ci accade, chi vi dice che un aiuto non possa venire da un peloso?

Io amo gli animali, adoro i gatti (li venero forse è più appropriato) e per esperienza personale posso assicurarvi che pur essendo privi di un linguaggio comprensibile all’uomo, questi sono molto intelligenti, percepiscono le nostre paure, i nostri pensieri, i nostri umori e sanno che basta un gesto inatteso per migliorare il nostro stato d’animo.
“Se ti senti solo, fidati di me.
C’è sempre una sorpresa ad aspettarti.”


COMMENTI DEI PARTECIPANTI ALL'ENCHANTEDGDL (GRUPPO DI LETTURA)

  • Silvia Devitofrancesco: L’autrice si serve di uno stile volutamente semplice, lineare e diretto, che tuttavia non conquista il lettore. Egli, infatti, non riesce a sentirsi parte della vicenda, non riesce a sentirsi tutt’uno con i personaggi né a provare simpatie.Il ritmo narrativo è piuttosto lento, gli eventi sono narrati con dovizia di particolari tanto che il lettore sembra perdere il filo della narrazione e questo secondo me incide sul giudizio complessivo dell’opera.
  • Anna Beccani: Caro e piccolo Alfie, leggendo la tua storia, tutti noi abbiamo riconosciuto in te il nostro micio che ci fa le feste e ci dimostra il suo incondizionato affetto quando rientriamo a casa dopo una dura giornata colma di stress e impegni. Tramite le parole dell'autrice abbiamo immaginato i tuoi occhi furbi ed espressivi, le tue movenze aggraziate a noi così familiari e care, i tuoi giochi e i tuoi modi di comunicare, che tanto ci fanno tenerezza. Grazie, piccolo amico per averci fatto riflettere su quanto la tua presenza nella nostra casa ci sia di aiuto e conforto e grazie per aver rinunciato alla tua vita per allietare la nostra. Sì, perché è proprio questo che emerge tra le righe di questo libro: il nostro desiderio, forse un po' egoistico, di credere che i nostri gatti ci capiscano, comprendano i nostri bisogni, si facciano carico dei nostri problemi e come angeli ci aiutino nel momento del bisogno. Umanizzare il modo di comunicare dei nostri mici, non è sempre indice di amore nei loro confronti, bensì è un nostro bisogno nato dalla solitudine, dal desiderio di sentirsi amati o essere indispensabili a qualcuno che ci aspetta trepidante ogni volta che varchiamo la porta di casa.
    La natura del gatto è libera! Dorme di giorno, va a caccia di notte, si arrampica sugli alberi, rincorre le farfalle, gioca con le sue prede prima di ucciderle e lotta con i suoi simili per ottenere il predominio sul suo territorio. Si affeziona a una tana e noi possiamo essere, per lui, solo amici e mai padroni.
    Cosa penso del libro?
    Una fiaba che imprime nella mente divertenti immagini feline..... niente di più....
  • Monica Peccolo: Premetto che è un tipo di libro che non avrei scelto ma che nel gioco del gruppo di lettura mi sono prestata a leggere. Ho avuto difficoltà all'inizio a entrare nella narrazione. Okay. Per la sospensione di incredulità che si richiede al lettore, ho accantonato il raziocinio e letto questa favola, che purtroppo ha un ritmo narrativo nella prima parte lentissimo. Poi da metà si riprende e aiutato dall'introduzione di molti personaggi, la fine è abbastanza piacevole. Le caratterizzazioni degli umani mi sono piaciute poco, le ho trovate un po' superficiali ma è probabile che il mio giudizio sia dettato dal diverso tipo di letture che di solito cerco. Sufficiente ma con fatica.
  • Pamela Campestrin:  La storia di Alfie "il gatto da divano" che si dimostra essere tutt'altro, ti prende il cuore. Già Al Primo capitolo piangere è' naturale .. È' una storia che, oltre dimostrare che i gatti hanno un anima, un' intelligenza incredibile e che come si suol
    Dire gli manca solo la parola, si può imparare da Alfie .. Il suo istinto di sopravvivenza, la sua forza di volontà dovremmo averla noi esseri umani nell'affrontare la vita. È' comunque una storia vista attraverso gli occhi di un gatto e questo lo rende un libro meraviglioso.. La lettura è Facile, leggera e scorrevole.. Alfie riesce a farsi amare e far imparare ad amare alle famiglie che ha scelto. Credo sia un libro consigliato a tutte le età.
    Comunque il finale resta la parte più bella ed emozionante del libro .. E Alfie, claire e jonathan che vivevano al civico 46 a tempo pieno sempre insieme .. Alfie non è più il gatto da divano che credeva di essere ma diventa il gatto dei miracoli e una cosa l'ha imparata .. È' così che funziona la vita ... Grazie a Elisa Baviera per avermi fatto scoprire questo libro meraviglioso.








1 commento:

  1. Premetto che è un tipo di libro che non avrei scelto ma che nel gioco del gruppo di lettura mi sono prestata a leggere. Ho avuto difficoltà all'inizio a entrare nella narrazione. Okay. Per la sospensione di incredulità che si richiede al lettore, ho accantonato il raziocinio e letto questa favola, che purtroppo ha un ritmo narrativo nella prima parte lentissimo. Poi da metà si riprende e aiutato dall'introduzione di molti personaggi, la fine è abbastanza piacevole. Le caratterizzazioni degli umani mi sono piaciute poco, le ho trovate un po' superficiali ma è probabile che il mio giudizio sia dettato dal diverso tipo di letture che di solito cerco. Sufficiente ma con fatica.

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