29 ottobre 2023

Il magico studio fotografico di Hirasaka di S. Hiiragi [Recensione]

Lo studio fotografico del signor Hirasaka non è un luogo qualsiasi. Ogni visitatore viene accolto senza fretta, secondo un rituale preciso. In giardino, tante piccole lanterne brillano tra i ciliegi. A turno entrano nella stanza un’ex insegnante novantenne, un membro della yakuza e una ragazzina. Hirasaka li fa sedere su un comodo divano di pelle, prepara il tè e illustra i servizi speciali che offre lo studio. A tutti consegna degli scatoloni pieni di foto-ricordo della loro vita: potranno sceglierne una per ogni anno che hanno vissuto. Ma non solo: hanno l’opportunità straordinaria di rivivere il loro ricordo più prezioso e di scattare di nuovo la loro foto preferita. C’è una regola, però: non possono interagire con nessuno. Perché lo studio di Hirasaka si trova al confine tra questo mondo e quell’altro. In Giappone, infatti, fin dall’antichità si crede che ci siano dei luoghi di passaggio e che, prima di andare nell’aldilà, le persone abbiano dei flashback in cui ricordano la loro esistenza. La chiamano “somato”, lanterna girevole dei ricordi, ed è ciò che Hirasaka costruisce con le fotografie dei suoi ospiti. Cosa sceglieranno? Che vite hanno vissuto? E perché tutti vanno e vengono da quello studio, ma Hirasaka resta sempre lì? Una storia magica e consolatoria sulla vita e la morte, l’amore e la perdita, l’importanza di saper cogliere la bellezza in ogni attimo.


Buona Domenica, trascorso bene il week end? Questa sera vi parlo di un libro uscito ad agosto per Feltrinelli: Il magico studio fotografico di Hirasaka. 

Hirasaka lavora in uno studio fotografico molto particolare, in realtà è un limbo, un luogo dove le anime dei defunti sostano giusto il tempo di mettere in ordine i loro ricordi, per scegliere una fotografia che li rappresenta, una per ogni anno di vita; ad aiutare Hirasaka c'è uno strano fattorino di nome Yama, il cui compito è proprio quello di consegnare i faldoni con le foto della vita di ciascun defunto per cui la dimensione degli scatoloni che le contengono variano in base all'età anagrafica dei visitatori dello studio fotografico.

La prima di cui faremo conoscenza è la signora Hatsue, con lei Yama ha un bel da fare, del resto la signora ha ben 92 anni, una vita piena che scopriremo guardando assieme a lei le foto, che la ritraggono da quando è in fasce a quando, con la mano stretta nella mano della sorella abbandona il mondo terreno per approdare nello studio fotografico.

Ciò che fa Hirasaka è in un certo modo rendere meno confuso il trapasso, dare un ultimo momento ai visitatori per rivivere gli attimi più importanti e che forse per diverse ragioni sono ormai stipati nei meandri della mente, eppure ciascuno di loro avrà una fotografia sfuocata, quella più importante, il ricordo che la mente rievoca spesso...

"I ricordi: più sono importanti, più cerchiamo di rievocarli, e così facendo, poco alla volta, finiamo per dimenticarne i dettagli minimi."

"Le è concesso di tornare indietro nel tempo e scattare di nuovo questa fotografia, ma potrà farlo solo una volta. E potrà usare la macchina fotografica che preferisce."

Ovviamente l'anima del visitatore/trice viaggerà nel tempo assieme ad Hirasaka, non potrà essere veduta da persona alcuna, né interferire con il tempo, potrà solo immortalare un'ultima volta il ricordo più prezioso, sarà proprio quella l'ultima immagine della lanterna girevole.

Hirasaka non ricorda da quanto tempo accoglie le anime nel suo studio, non ricorda come sia finito a ricoprire quel ruolo, non ricorda chi era quando era vivo, lui non possiede fotografie della sua vita terrena, non ha una bussola visiva che gli indichi chi fosse prima di diventare il "Caronte" fotografo... Non ricorda la propria identità ma i visitatori sono certo che lui fosse un uomo buono, forse un coltivatore di funghi, o almeno è così che lo definisce il secondo visitatore un uomo facente parte della Yakuza e apparso davanti ad Hirasaka in seguito ad un accoltellamento subito chissà per mano di chi! 

L'ultima visitatrice è una giovane bambina alla quale Hirasaka in modo gioviale darà dei consigli celati dietro un pomeriggio di giochi insieme, giochi che salveranno lei ma getteranno nell'oblio eterno lui.

Un bel libro, un libro diverso, che parla di defunti, di morti violente e non, di abusi, ma anche di amore per l'altro. Un libro che si legge molto velocemente, non solo per il ridotto numero di pagine ma anche perché la storia prende il lettore che vuole conoscere le storie dei protagonisti e curiosare nella loro vita.

Se siete alla ricerca di una lettura veloce, che appassiona, di una storia che si discosta un po' dai soliti romanzi, da leggere nel tepore della coperta mentre fuori è buio, con il tintinnio della pioggia che batte sui vetri della finestra, scegliendo "il magico studio fotografico di Hirasaka" farete la scelta giusta! 

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