10 marzo 2015

Biglietto di terza classe di Silvia Pattarini (recensione)

coverTitolo: Biglietto di Terza Classe
Autore: Silvia Pattarini
Genere: Mainstream, storico
Editore: 0111 Zerounoundici Edizioni
Pagine: 180
Prezzo: 15,00 Euro cartaceo 5,99 Euro E-book

Sinossi: Lina è una ragazza di vent'anni che agli albori del '900 emigrò in America in cerca di fortuna. Il lungo viaggio per mare sul bastimento, con destinazione New York. Le paure durante la traversata in terza classe, giù nella stiva, con emigranti che fuggivano dalla disperazione alla ricerca di una vita migliore. Il Nuovo Mondo, gli umilianti controlli sull' Isola di Ellis, chiamata dai migranti "l'Isola delle lacrime". La  nuova vita di cittadina americana. Le difficoltà, le lotte per i diritti delle donne e contro lo sfruttamento minorile. I pericoli e le avversità da affrontare. Infine l'amore, ma per questo ci sarà un alto prezzo da pagare.




"Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andare..." ecco, questa è la colonna sonora che ha accompagnato la lettura di questo romanzo.

Un romanzo che racconta il tempo in cui ad emigrare eravamo noi italiani, noi, che effettuavamo viaggi in bastimenti luridi e putridi, per cercare fortuna in quel mondo Nuovo che erano le Americhe.

Bene, questo romanzo racconta la storia di Lina, una donna zoppa a causa di un'accidentale caduta infantile mentre aiutava il padre ad accatastare covoni di grano, sì proprio così perchè a quei tempi, fine '800, inizi del '900, non c'era tempo da perdere, non si andava a scuola, non si poteva sprecare il tempo a giocare ed essere bambini, no, bisognava lavorare ed aiutare la famiglia...

Tra le pagine si racconta di quando l'amputazione è l'unica cura ad una frattura, di quando si moriva per colpa di una banale febbre, di quando sei lunghi mesi di lavoro permettevano di racimolare solo cento lire... ed è proprio con questi cento lire che Lina decide il 24 Febbraio 1904 di salire sulla Prinzess Irene alla volta delle Americhe....

Un viaggio senza confort alcuno anzi... condizioni igienico - sanitarie pari a zero, aggravate dal sovraffollamento della terza classe... che portava i viaggiatori verso la luce alla fine del tunnel, quel tunnel che assumeva diversi nomi: povertà, ignoranza, fame...

Lina arriva ad Ellis Island, l'isola delle lacrime, laddove venivano effettuati i controlli dei passeggeri e dove iniziavano le prime discriminazioni, era affisso infatti un vademecum in cui si spiegava che erano esclusi dal suolo americano, deformi, storpi, sordomuti e tutti coloro affetti da malattie infettive e da aberrazioni mentali,  ma Lina potè proseguire il viaggio accompagnata dalla sorella e dal cognato (quest'ultimo si impegnava a garantire per le donne).

Ci si trova così di fronte ad una nuova realtà, alti palazzi, treni sospesi, gente mai vista prima da Lina, così sporche da avere la pelle quasi nera, solo dopo la stessa scoprirà che quelle persone  sono coloro che vengono chiamati negri.... 

Una cosa di positivo c'era però, la nuova terra dava lavoro a tutti, così Lina fa svariati lavori, fino ad andare a lavorare in una sartoria,  la stessa sartoria che diede vita alla  celebrazione della  Giornata Internazionale della donna, l'8 Marzo del 1909 infatti le operaie tessili della fabbrica newyorkese "Triangle Shirtwaist Company" diedero il via ad una lunga protesta che portò alle conquiste economiche sociali e politiche delle donne; col tempo Lina divenne bravissima nello svolgere le sue mansioni ed andò a lavorare in una delle più grandi sartorie di New York, quella sartoria che si incendiò a causa della scarsa sicurezza sul lavoro, provocando la morte di parecchie persone....

Tra le difficoltà di vivere la sua nuova vita Lina incontrerà l'amore.... ma di questo e di tutto il resto racchiuso in queste pagine, non vi dirò nulla, spetterà a voi vivere questa storia, che vi assicuro vi terrà attaccate fino all'ultima pagina.




3 commenti:

  1. Grazie per la tua bellissima ed emozionante recensione!

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  2. Il libro temo sia troppo drammatico per le mie corde, almeno in questo periodo. Però mi è piaciuta molto la recensione, chiara, e con uno stile preciso. Brava!

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  3. Grazie mille ad entrambe! :)

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