9 giugno 2020

La chiave del paese senza Ombre di C. Bergamini [Recensioni]

Buon giorno a tutti, oggi vi parlo di un fantasy un po' particolare:


La chiave del Paese senza Ombre di [Claudia Bergamini, Katherine Jane Boodman]Il Paese senza Ombre è un posto selettivo, è lui a scegliere a chi dare la chiave per entrare.

Solo un bambino alla volta può accedervi.
Solo un bambino dall’ombra spezzata ha diritto a varcare la porta d’ingresso.
Il Paese senza Ombre non è tanto un posto quanto un viaggio.
Holly è la nuova ospite.
Ha undici anni e al suo arrivo viene accolta da una sorridente Lily, una bambina di dodici anni con in testa un enorme cappello che le copre sempre gli occhi.
Sarà lei a scortare Holly in giro per il Paese senza Ombre, sarà lei e gli altri abitanti del posto ad aiutare Holly a liberarsi del suo passato.



Holly è una bambina di circa dieci anni, una bimba introversa, senza amici, l'unica compagnia quella della mamma, proprietaria di un negozio d'antiquariato che quando visitava i vari mercatini ed Holly era in casa la portava con sè, ma questo non rendeva Holly felice, lei si annoiava a gironzolare tra tutti quei cimeli che, mentre per sua madre rappresentavano un tesoro, per lei era solo roba vecchia, anzi vintage, come le aveva insegnato la mamma.

E proprio mentre osservava senza interesse un armadio decise di aprire uno dei cassetti dello stesso e, dopo essersi spaventata dal ragno peloso che lo abitava momentaneamente, intravide una strana chiave e decise che quella sarebbe stato il bottino di quella giornata.

Tutte le chiavi aprono qualche porta, ma quella? Holly voleva scoprirlo e inserì la chiave nella toppa della porta della sua camera, qualche giro a destra e lo stesso numero a sinistra, inizialmente la chiave sembrava troppo piccola per quella serratura ma qualcosa in essa cambiò, la chiave si stava adattando alla toppa d'avanti agli occhi increduli della piccola Holly, non le rimaneva che aprire la porta e attraversare il corridoio vuoto per raggiungere la sua mamma e informarla dell'accaduto, ma... dov'era finito il corridoio? la porta dava su un nuovo mondo... e chi era quella strana bambina che le correa incontro incitandola a seguirla? E perchè la sta trascinando in quel mondo fantastico?

E' da questo momento che per Holly inizia un viaggio particolare, non solo alla scoperta di un mondo lontano dalla realtà ma un viaggio interiore, alla scoperta e al superamento delle sue paure più recondite, quelle stesse paure che fino a quel momento le hanno impedito di vivere.

Dal libro:

"Il Paese senza Ombre non era un posto ma un viaggio."

"Questo posto non è un rifugio ma un mezzo! Non ti libererai del passato vivendo qui e dimenticando la vita del tuo mondo! I problemi non scompaiono se li ignori! Li devi affrontare! Vivere qui non ti aiuterà a dimenticare.

Questo è un libro che ho letto per una challenge, challenge organizzata dall'autrice dello stesso, Claudia Bergamini e solo a libro terminato ho scoperto che questo è il nono libro che ha scritto, quindi piano piano vedrò di recuperare anche gli altri.

La chiave del Paese senza Ombre inizia con una donna che si trova a dover fare il discorso "d'inizio" (scusate per il gioco di parole) per una serata all'insegna della beneficenza per le vittime di violenza domestica, ebbene sì, Claudia Bergamini è riuscita a tessere su una base fantasy una trama che affronta un problema reale, una cruda realtà.

Ogni giorno sono tante le donne e i bambini che subiscono violenza tra le mura domestiche e che, per paura di non essere credute, per le pressioni psicologiche inflitte dai carnefici, non denunciano ma subiscono in silenzio. 

In quest'opera, scritta durante la quarantena, l'autrice riesce a vestire questo problema di un abito più leggero, non perchè sottovaluta questa piaga sociale anzi, la analizza dal punto di vista di una bambina di dieci anni che, grazie al viaggio nel Paese senza Ombre e alla sua amichetta Lily, riesce ad affrontare le sue paure, riesce a perdonare le persone che fino a quel momento aveva creduto sorde d'avanti alle sue urla d'aiuto, riesce a perdonarsi.

Colgo l'occasione per invitare tutti coloro che subiscono violenza, fisica o psicologica che sia, di denunciare, di parlarne, di non accettare le parole di scusa che vengono subito dopo il primo schiaffo, il primo insulto, perchè a questo ne seguiranno altri. Esistono associazioni che accolgono le vostre richieste, non abbiate paura di chi vuole aiutarvi. 

Voglio concludere questa recensione con l'augurio che il libro possa capitare nelle mani di chi si trova, si è trovato o pensa di potersi trovare in questa situazione, affinchè sia un mezzo per comprendere la mole di questo problema e per far comprendere che l'unica via di fuga dai mostri e quella che si può ottenere rivolgendosi alle autorità o agli enti di competenza, spero inoltre che possa essere letto da chi ancora oggi dinanzi ad atti di violenza preferisce mettere la testa sotto la sabbia piuttosto che aiutare chi si trova in difficoltà, cosicché il libro possa aprir loro gli occhi e farci comprendere che tutti possiamo aiutare. Quindi se vi capitasse di essere spettatori di un qualsiasi atto di violenza, domestica, verso gli animali, episodi di bullismo, razzismo, omofobia vi prego non giratevi dall'altra parte, ma denunciate. 

P.S.: continuate a seguirci, tra qualche giorno avremo come ospite l'autrice del libro che concederà al blog un'intervista anzi, qualora voleste rivolgerle qualche domanda scrivetela pure tra i commenti, sarà mia cura rivolgergliele per voi. 


2 commenti:

  1. Eccomi qua, io ho una domanda per Claudia ed è questa: Hai scritto che una volta trovato il tema principale, le parole ti sono uscite di getto, io vorrei sapere: quando hai iniziato a scrivere questo libro avevi già in mente di trattare un tema così delicato? E c'è un motivo se hai scelto proprio questo tema, piuttosto che un altro?

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    1. No, all'inizio volevo scrivere qualcosa tipo I pedoni danzanti poi mentre scrivevo mi sono chiesta: ma che ci va a fare in questo posto? A cosa serve? E allora mi è venuto in mente che quella di Holly poteva essere non un'avventura ma un viaggio per sistemare la sua vita

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