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20 novembre 2016
Buona Domenica a tutti, ho sempre sostenuto che ogni persona non cresca mai troppo per lasciar vivere il bambino che è in lui ed è per questo che io “eterna Bambina” ho sempre continuato, e spero di farlo per tutta la mia vita, ad emozionarmi guardando quanto di bello possa offrirci la natura, a guardare quali forme prendono vita dalle nuvole, ad aver paura del buio, ma crescendo non si ha più paura del buio che ci circonda bensì quello dell’anima, propria e altrui… crescendo si giudica l’altro, si danno sentenze spesso sbagliate sui comportamenti e sugli atteggiamenti che vengono assunti dalle persone che conosciamo ma anche di quelle che non conosciamo, ed è per questo che ho sempre pensato che, qualora volessimo giudicare il cammino altrui, dovremmo indossare le loro scarpe… ed è con questa riflessione che introduco la recensione a questa favole, o sarebbe meglio dire il prequel di una raccolta di racconti nata negli ultimi anni dell’800 dalla penna di Kipling.

La Legge della Giungla

di Davide Morosinotto

In India il matrimonio di un Principe è un evento da far tremare il cielo. A palazzo si festeggia per tre giorni e tre notti, ci sono musicisti, acrobati e lo spettacolo delle belve del caravanserraglio. Ma Asha, la pantera, quella notte non può saltare i cerchi di fuoco perché sta dando alla luce un cucciolo. Il piccolo, chiamato Bagheera, viene strappato subito alla madre per essere donato agli sposi. Bagheera cresce libero di scorrazzare per le mille stanze del palazzo, ma le pantere non sono gatti, e in poco tempo il cucciolo diventa forte. E terribile.
Così, quando si trova rinchiuso in gabbia a subire le angherie dell'addestratore, incaricato di domarlo, cerca il modo di fuggire via. Sarà l'inizio di una grande avventura dove, se vorrà sopravvivere, dovrà imparare la Legge della Giungla.



Il libro “La legge della Giungla” è suddiviso in tre parti:

La Legge dell’Uomo

C’era una volta una Principessa diversa da quelle a cui siamo abituate, non era una sprovveduta, non una sciocchina e ancor meno una donna da farsi sottomettere dal suo promesso sposo…
Per amare chi ci sta accanto dobbiamo aver scelto l’uomo o la donna con la quale dividere e condividere il resto della nostra vita, per i reali, per coloro che hanno tanti possedimenti e tanto oro, non vigeva, e forse non vige, questa regola; la stessa cosa accadde alla Principessa la quale, data in sposa ad un ricco Principe, dovette trovare un escamotage per rimanere al suo Palazzo e questo si presentò la sera stessa in cui gli invitati omaggiarono gli sposi, tra i regali infatti venne data alla Principessa la possibilità di scegliere un cucciolo di pantera e la scelta ricadde su un piccolo batuffolo di pelo nero, il quale per i capricci della Principessa venne strappato alla madre, allattato da una pecora e accudito dall’aiutante del Domatore, instaurando con il novello sposo un patto, che la Principessa sarebbe andata a vivere assieme a lui quando il cucciolo avrebbe compiuto tre anni.

I giorni passano, la pantera cresce ed inizia ad esplorare il Palazzo e fa una strana scoperta, un gatto dal lungo pelo folto che dice di essere il Padrone del Palazzo, e che lui altro non è che il servo della serva del gatto (la serva del gatto è la Principessa), Oliver (il gatto) lo esorta a cedergli il comodo giaciglio caldo sul quale Bagheera dormiva sonni tranquilli, lo costringe a donargli i suoi succulenti bocconcini… passano i giorni, passano le notti e Bagheera da un lato inizia a dimagrire, dall’altro, queste costrizioni fanno sì che il suo istinto da predatore esca fuori, ed è dall’istinto di sopravvivenze che inizia a conoscere le sue capacità di felino, la vista nel buio della notte, l’agilità nei balzi e la ferocia nei morsi, capacità che metterà in atto anche verso il Principe, una sera in cui quest’ultimo stava per scagliarsi contro la sua amata padroncina e questo gesto costò caro a Bagheera, il quale venne chiuso in una gabbia e deriso dal Domatore e dai suoi aguzzini fin quando non trovò la forza interiore per spezzare il lucchetto che sigillava la gabbia per raggiungere finalmente la tanto agognata libertà.

La legge della Giungla non era una prigione, ma un nuovo modo di essere libero.

A questa prima parte seguono: La Legge di Bagheera e la Legge delle Giungla, che potrei descrivervi nei minimi dettagli, per l’amore che ho messo nella lettura e per quanto io abbia amato questo meraviglioso libro, ma se lo facessi vi negherei il piacere di perdervi nella Giungla, di incontrare Akela, il Lupo che siede sulla Roccia del Consiglio, Lo Sciacallo, le Scimmie, Kamala - l’Orsa rossa che diede saggi insegnamenti a Baloo e aiutò Bagheera a vivere nel rispetto della Legge della Giungla, ma soprattutto non vi concederei quei momenti di riflessione su voi stessi che grazie alla storia narrata da Davide Moronisotto vi troverete a vivere. 

Dunque c’è Mowgli, un cucciolo d’uomo che viene trovato da una famiglia di lupi. […] E’ proprio Bagheera a convincere il branco ad accogliere Mowgli […]. Molto tempo più tardi Mowgli chiederà a Bagheera il motivo di quel suo gesto. Bagheera gli mostra il segno che porta al collo […] 

PS: e proprio come immagina l'autore nei ringraziamenti anche io ho messo in wish Il libro della Giungla e Il secondo libro della giungla perchè ahimè non li ho mai letti.


5 commenti:

  1. Bella recensione, e libro spettacolare. Ti regala momento di pur spensieratezza, gli stessi, che si vivevano quando eravamo piccole. Aggiungerei, una magnifica favola da raccontare ai più piccoli la notte di Natale, tra la magia dell' albero, tra quell' unione forte che si crea più delle altre sere in questa notte pin particolare. Spero, un domani, di regalare ai miei figli, ( se ne avrò) questi mondi fatti di rispetto verso gli animali e la natura, solo così cresceranno rispettosi, ed in armonia verso questi due mondi

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    1. Già, condivido appieno il tuo pensiero, avrei voluto riportare l'intero capitolo in cui l autore, attraverso Kamala, l'orsa rossa, spiega quella che è la legge della Natura, la Legge della Giungla, e qual è il ruolo dell'uomo nel cerchio della vita... aggiungerei l'inutilità dell uomo, il cui scopo è solo quello di distruggere e contaminare quel Paradiso che è la nostra Madre Terra.

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  2. Hai dato un'ottima descrizione di una favola da consigliare più agli adulti. Sono sempre stata convinta che le favole debbano esser lette in tutte le fasce della vita: da bambini insegnano il rispetto e la morale per la vita, da grandi aiutano a capire ciò che hai dentro. Questo è il caso in cui leggendo, puoi imparare che in realtà ancora oggi, esistono situazioni in cui vi sono animali tenuti in gabbia per divertimento degli umani e donne date in spose a uomini per scopi diversi dall'amore. Ogni favola insegna..basta saper guardare oltre.

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    1. Mi fa molto piacere che tu abbia lasciato un tuo pensiero,ma ancora di più mi rende felice capire che sono riuscita a trasmettere queste preziose riflessioni: rispetto e amore per la natura e spezzare le gabbie interiori che spesso ci costringono a non vivere la vita che vorremmo! Grazie

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  3. Hai dato un'ottima descrizione di una favola da consigliare più agli adulti. Sono sempre stata convinta che le favole debbano esser lette in tutte le fasce della vita: da bambini insegnano il rispetto e la morale per la vita, da grandi aiutano a capire ciò che hai dentro. Questo è il caso in cui leggendo, puoi imparare che in realtà ancora oggi, esistono situazioni in cui vi sono animali tenuti in gabbia per divertimento degli umani e donne date in spose a uomini per scopi diversi dall'amore. Ogni favola insegna..basta saper guardare oltre.

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