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23 maggio 2016
Buon giorno e buon inizio settimana a tutti, mentre ieri ho aperto un blogtour, oggi ho l'arduo compito di concluderlo! Per voi la quinta e ultima tappa del blogtour riguardante il romanzo Una specie di felicità di Francesco Carofiglio (trovate la recensione qui).



Quest'oggi il blog ospita l'ultima tappa di questo meraviglioso romanzo e, come avete visto nel banner ho avuto l'onore di dare un volto ai protagonisti, allora non perdete tempo e andate a vedere quali volti ho scelto!

Il professore aveva 75 anni. Dario Moretti [...] Quell'uomo era di una diabolica abilità, e di un ammirevole controllo. 

Il professore ha dalle prime pagine preso forma nella mia mente come il volto del grandioso A. Hopkins, un attore poliedricro, che impersonifica i soggetti e li fa suoi, un uomo del mistero, come il Prof. Moretti, uomo di grande cultura che prende da sè la decisone di "internarsi" nell'Istituto.

Ginevra Fossati d'Aprile 67 anni, ne dimostrava dieci in meno. [...] Da ragazza era stata una sportiva, corsa, salto in lungo, nuoto.

Ginevra ha per me il volto della mervigliosa Meryl Streep, in Una specie di felicità, dovrà vestire i panni di una donna che ha sempre combattuto, che ha sofferto l'allontanamento del marito, una donna forta che non accetta gli acciacchi conseguenza dell'età che avanza...

Shere Khan era un micio selvatico, viveva sui tetti. Un giorno aveva trovato un varco nella finestra della cucina e da allora aveva cominciato a entrare in casa.

Ebbene sì, anche lui è importante nel libro e merita un volto baffuto, perchè Shere Khan è l'unico a riempire quella casa rimasta ormai vuota, l'unico che riesce a far sentire Giulio ancora utile a qualcosa.

Arianna, l'amica di Giulio, amica da sempre, collega, consigliera, insomma il suo tutto in un mondo in cui prevale il nulla.

Ed ora chiudiamo il cerchio "Famiglia" con i due figli di Giulio, Simone, bimbetto curioso di scoprire la vita, ama la natura e si pone mille domande. Curioso, perspicace, semplice...

Simone era un bambino taciturno, parlava poco, quello che serve. A volte gli faceva quasi paura. Sapeva esattamente quali parole usare, e quando usarle. Aveva sette anni, e da grande, diceva, voleva fare l'uomo del mare.
 
E poi c'è la femminuccia, Roberta, in piena crisi adolescenziale, alle prese con i primi amori, le prime delusioni, il "non - rapporto" con i genitori....

Prima di svelarvi il volto di Giulio d'Aprile vorrei farvi conoscere una donna che Giulio incontra per un caso fortuito nell'hall di un hotel: Chiara.

Nel bar non c'era nessuno, tranne una coppia. [...] e una ragazza in fondo al bancone, sola. Gli occhi gli bruciavano un po', guardò di nuova la ragazza, aveva in mano un calice di vino. Lentamente avvertì una sensazione inattesa. [...] cominciò a sentirsi a suo agio.

Ed ora passiamo a lui, il protagonista indiscusso, lo psicoterapeuta ansioso che si fa carico dei problemi altrui ma che non riesce a trovare una soluzione ai suoi; che preferisce lavorare per non pensare, che non ha combattuto mai la battaglia della sua vita ma che forse riuscirà a trovare UNA SPECIE DI FELICITA'.

Per dare un volto a Giulio ho solo dovuto attendere la fine del romanzo, inizialmente io lo avevo identificato nel volto di Patrick Dempsey, ma a metà libro è stata la stessa Chiara a darle un volto:


Tu somigli all'altro... come si chiama?
Matthew Mc Conaughey?
Ecco, lui.

Il mio Dreamcast finisce qui, vi piacciono le associazioni? proponete le vostre!
 







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