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25 febbraio 2017
Buon sabato a tutti, e buon inizio week end... quest'oggi andiamo a scoprire un nuovo classico assieme alla nostra Ross, non voglio svelarvi nulla, di quale libro ha deciso di parlarci?

I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso, è accusato del delitto Mitja, ma Smerdakov confessa a Ivan di essere lui il colpevole, poi si impicca. Mitja viene condannato ai lavori forzati, Ivan è colpito da una febbre cerebrale, Alesa riprende con alcuni giovani la via della spiritualità.


Il pensiero di Ross...

Dostoevskij è uno dei miei scrittori preferiti, e questo suo ultimo romanzo è uno dei libri più che belli che ho mai letto. Vero è che quando si sente il pesante nome di questo autore, senza conoscerlo, o si vede la consistenza dei suoi libri, ci si può facilmente spaventare. Ma prima di raccontarvi in breve questa storia, come sempre consiglio la lettura del testo. Una volta immersi tra le righe di Fedor, pian piano si riesce a coglierne la logica dello scritto ed apprezzare autori contemporanei diverrà un po’ più difficile.
Romanzo scritto e pubblicato nel 1879, descrive le vicende dei quattro fratelli Karamazov e in particolare il loro rapporto con il padre, uomo dissoluto e dal cattivo carattere. La prima parte del libro è dedicata alla descrizione caratteriale dei personaggi, senza la quale, come lo stesso Dostoevskij dice, non si potrebbe capire l’intreccio che porta alle conseguenze finali.
Si apre con la descrizione di Fedor Pavlovic, il capofamiglia, uomo volgare che sposò Adelaide, donna che abbandonò il tetto coniugale, lasciando il marito e il piccolo figlio Dmitrij, con le seconde nozze, si unisce, invece a Sofia da cui ha due figli: Ivàn e Alekseij.
Vengono poi descritti: Ivàn, uomo intelligente e sicurò di sé e il fratello Alekseij, uomo fedele e leale e infine il fratello maggiore Dmitrij che detesta il padre. Quest’ultimo conosce una donna nell'esercito, Katerina, che ha bisogno di un prestito per potere aiutare suo padre; egli pensa di ingannarla, ma dopo averla invitata a casa, le consegna una somma di denaro, lasciandola andare. Ma la donna confessa il suo amore all'uomo e i due si fidanzano. La relazione tra i due però dura poco, perché Dmitrij si invaghisce di Grusenka, contesa anche da suo padre che la vorrebbe sposare.
Nella parte centrale, più importante, del romanzo si raccontano le conversazioni teologiche tra Ivàn e Alekseij: il primo non riesce a comprendere il perché Dio permetta delle sofferenze ai danni dei bambini. Inoltre i due giovani affronteranno temi come per esempio l'esistenza di Dio, la ragione e il libero arbitrio.
La narrazione prosegue con la descrizione delle vicende di Dmitrij, il quale vorrebbe scappare via con Grusenka, donna che il padre Fedor vorrebbe sposare. In un momento di disperazione e di non lucidità, Dmitrij si reca presso l'abitazione del padre armato, con l'obiettivo di ucciderlo, qualora lo avesse scoperto in compagnia della donna amata. In preda a un raptus colpisce con il pestello il servitore del padre, Grigorij. In seguito scopre che Grusenka è scappata con un altro uomo, per cui pensa che l'unica soluzione al suo dramma interiore sia uccidersi. Successivamente però Dmitrij scopre che l'uomo con cui ella è partita la vuole solo raggirare. Egli avverte la donna e trascorre la notte con lei, abbandonando gli intenti suicidi.
Nel corso della notte però fa irruzione nella loro stanza la polizia che accusa Dmitrij dell'omicidio del padre. Da questo momento il romanzo si incentra sul processo a carico del primogenito e sull'introspezione psicologica dei personaggi, come per esempio Ivàn che si sente il responsabile morale dell'omicidio e ha anche delle allucinazioni. Nonostante Smerdjakov, figlio illegittimo di Fedor Pavlovic, confessi a Ivàn di essere lui l'autore materiale dell'omicidio, poiché aveva subìto delle umiliazioni da parte del padre, ma di esser stato proprio Ivàn, con alcuni suoi atteggiamenti, ad averlo indotto a compiere il fatto. Il processo si conclude con la condanna di Dmitrij ai lavori forzati, in quanto ritenuto il responsabile dell'assassinio del padre.
Buona Lettura!J


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