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7 gennaio 2026

La luce degli incendi a dicembre di M. Bussola [Recensione]

Margherita e Marcello si conoscono su un treno. Lei sta scappando dalla sua famiglia, lui vi sta facendo ritorno. Seduti l’una di fronte all’altro, su un vagone affollato, tra bambini che giocano e anziani che hanno voglia di chiacchierare, i due si prendono le misure. All’inizio sono cauti; poi, quasi senza accorgersene, si ritrovano a confidarsi. Parlano di rapporti di coppia, di figli, di sogni e fragilità, di promesse mantenute oppure dimenticate. Come in un film d’autore, nell’intimità di un’inquadratura fissa, Matteo Bussola mette in scena un dialogo a cuore aperto tra una donna che ha uno sguardo schietto e disilluso e un uomo che non smette di credere negli altri. Due persone dalle esistenze apparentemente ordinarie, familiari al punto che ci sembrano le nostre. E che, nella realtà parallela del viaggio, scoprono una parte inedita, inconfessabile, di sé. Un incendio fuori stagione che forse neppure il destino riuscirà a spegnere.

Capita anche a voi che a volte volete leggere un libro per ritrovarvi, per riflettere, per leggere dei protagonisti ma leggendo voi stessi? Beh, questo per me è Bussola, ogniqualvolta ho bisogno di staccare, di pormi domande, di ricercare risposte leggo lui... Non è il mio autore preferito, ma è un autore che, dei libri letti finora, non mi ha mai deluso.

La luce degli incendi a dicembre non ha il solito format di Bussola, non alterna punti di vista, non racconta per ogni capitolo una storia per poi collegare il tutto alla fine, non da un nome ad ogni capitolo, no, La luce degli incendi a dicembre è diverso, i capitoli sono semplicemente numerati, le conversazioni non sono introdotte dalle solite virgolette ed i protagonisti sono solo due: Margherita e Marcello, entrambi con il nome del mare, come sottolinea Marcello, entrambi con la loro storia, entrambi con i propri problemi.

Questa volta non vi racconto la storia, vi lascio solo qualche citazione, perché raccontare più di quello che trovate in sinossi sarebbe dirvi troppo, vi lascio qualche quote, sta a voi giudicare se leggere o meno questo libro, io penso proprio che in tanti correrete a prenderlo! 

"Ma come ho potuto permetterlo? Perché non mi sono accorta di questa lenta deriva? O perché l'ho accettata come se fosse inevitabile? Perché considero normale essere ignorata?"

"Sposarsi vuol dire accettare di separarsi, poco per volta, da tutte le vite che non è più possibile vivere."

"L'uomo è l'unico animale che nasce due volte: una quando viene al mondo, una seconda quando cerca di capire chi vuole diventare."

"Gli adulti nascondono le paure, il dolore, il fallimento. Le brave bambine invece nascondono i sogni, come se mostrandoli a qualcuno rischiassero di perderli."

"Una storia, o meglio la maniera in cui scegli di raccontarla, può letteralmente cambiare la percezione della realtà."

"Sento l'istante di pace appena prima dello schianto, la paura di credere di nuovo al presente, la necessità, per entrambi, di nasconderci dietro una maschera per non ferire, per non ferirsi, sento tutte le scuse e i pretesti e le ovvie ragioni per cui non, il terrore di desiderare un'altra vita, da un'altra parte, il timore che sia qualcosa che gli uomini e le donne hanno nel sangue, ciò che li spinge a infrangere equilibri precari, ad affossare speranze sbiadite, sento la consapevolezza di non essere preparato, di essere impacciato e fuori tempo, perché abbandonarsi alla passione in gioventù è una cosa bella, mentre in età adulta può essere una disgrazia che fa morti e feriti, e io lo so bene, e non voglio che ce ne siano altri."

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